giovedì 22 novembre 2018

Red Land (Rosso Istria)

 "Red Land",  "Rosso Istria" è una pagina di storia, una pagina di storia italiana, del confine orientale. sepolta  per troppo tempo sotto  i tomi polverosi del conformismo ideologico e culturale, della vulgata storica partigiana, e che consiglio a tutti di vederlo; è dal 15 novembre al cinema, dura poco meno di dure ore.
La sinossi ufficiale del film dice:
"Siamo nel settembre del 1943, nei giorni in cui nei territori italiani martoriati dalla guerra scoppia il caos: il maresciallo Badoglio, capo del governo italiano, chiede ed ottiene l'armistizio da parte degli anglo-americani e unitamente al Re fugge da Roma, lasciando l'Italia allo sbando.
L'esercito non sa più chi è il nemico e chi l'alleato.
Il dramma si trasforma in tragedia per i soldati abbandonati a se stessi nei teatri di guerra ma anche e soprattutto per le popolazioni civili Istriane, Fiumane, Giuliane e Dalmate, che si trovano ad affrontare un nuovo nemico: i partigiani di Tito che avanzano in quelle terre, spinti da una furia anti-italiana. In questo drammatico contesto storico, avrà risalto la figura di Norma Cossetto, giovane studentessa istriana, laureanda all'Università di Padova, barbaramente violentata e uccisa dai partigiani titini, per la sola colpa di essere Italiana."
Un bel film, ben recitato, ottimi attori, entrati perfettamente dentro la storia, al netto di qualche piccola libertà artistica, che però nulla aggiunge o sottrae alla ricostruzione, è ben scritto, ben costruito, ottimamente montato, con dei flash back molto efficaci e delle ricostruzioni forti. Vederlo è stato come entrare nella storia, vedere coi propri occhi il dramma degli italiani d'Istria e Dalmazia, dare forma al racconto che tante volte abbiamo sentito raccontato dai testimoni.
Lo stupro di Norma, un gioco di luci e ombre che lo fa sembrare infinito, la drammaticità delle ombre che allarga l'incubo della violenza a tutte le donne uscendo dalla vicenda specifica della Cossetto per arrivare a tutte le vittime, per la foiba, quella che per tanti anni era nota e definita solo come cavea carsica, per diventare la fossa comune di migliaia di italiani dell'Istria e della Dalmazia, uno morto e uno vivo: il salto nel buio verso la morte certa.
Dentro il film c'è  tanta roba,  la diserzione e il cambio casacca,  la scena in cui due disertori discutono, il ripensamento di uno di essi che termina con "tu combatti la tua guerra, io combatto la mia".  C'è il tradimento degli italiani, il tradimento dell'amicizia, l'infamia e la viltà di cui molti italiani, complici dei titini, si macchiarono, la ferocia, la violenza e l'odio, la pulizia etnica di un territorio; Il film è uno spiraglio o meglio uno squarcio nel mondo torbido della ricostruzione storica conformista.
La prima volta che l'ho visto il film mi è sembrato a tratti molto lento,  un po' cinema francese;  i silenzi, le immagini e la musica, alcune scene sembravano essere infinite, ma poi a mentre fredda e dopo averlo visto una seconda volta,  ho riflettuto sul tempo del dolore e della sofferenza ed effettivamente il tempo della paura della sofferenza, del sacrificio e del dolore è lungo, ci sembra infinito, interminabile, quel tempo è un tempo che sembra non passare mai, è lì come immobile, quell'angoscia lenta e suggestiva attraversa le ossa per arrivarci fino al cervello in un dolore sordo che ci proietta dentro la storia.
Un film crudo, realista... che rende omaggio a tutte le vittime e testimoni; alcune sequenze filmiche per chi ha vissuto sulla propria pelle certe scene hanno probabilmente riaperto le ferite mai cicatrizzate di una sofferenza e di una violenza mai riconosciuta, ma ne valeva la pena 
Andatelo a vedere, merita!!!
Il cast: https://www.imdb.com/title/tt7548328/fullcredits

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