domenica 2 dicembre 2012

La guerra, sola igiene del Mondo???

Così dicevano i Futuristi...  di Marinetti...  nel manifesto del 1909...
Ma i suoi erano altri tempi... tempi dove combattere voleva dire credere... osare e darsi e donarsi...

il dramma delle guerre successive... è che a sopravviverne non è certo la parte migliore dei popoli...  anzi... a perire in battaglia sono sempre gli spiriti eroici, indomiti, arditi e romantici... perchè solo essi combattono fino alla fine... lanciando il cuore oltre l'ostacolo... mentre  i vili, gli infami, i deboli... i traditori... sopravvivono sempre...  perchè si rintanano, si nascondono... nell'attesa che la battaglia finisca... pronti a salire sul carro del vincitore e a governarne poi... la pace!!!

domenica 11 novembre 2012

Quel sabato mattina...

Me lo ricordo bene quel sabato mattina... l'11 novembre del 2007...
Mi arrivò una telefonata... erano le 10 circa...
che mi dice:  accendi la tv dicono che c'è stato uno scontro tra tifosi...  c'è un morto della Lazio...
io dico: uno scontro tra tifosi... un morto della Lazio??? a quest'ora...  dove???  la lazio gioca con l'Inter... come può esserci stato uno scontro tra tifosi laziali e interisti con un laziale morto???
la voce all'altro capo del telefono mi dice non lo so... infatti... non si capisce... accesi la tv e fammi sapere cosa dicono.
Erano molti i laziali partiti...  o in partenza per Milano... quel giorno... col gemellaggio è sempre stata una bella trasferta quella... perchè, come ebbi modo di vivere a Parigi  per la Coppa Uefa, diventava la festa dello sport Lazio - Inter o Inter - Lazio che fosse... a prescindere dal risultato...
Cercai in rete e c'era poco... accesi sky e cominciò cosi la lunga giornata di menzogne mediatiche...
le notizie si rincorrevano... e cominciò la rabbia... ogni ora saliva... lo stesso ragionamento che feci io.. lo fecere tutte le tifoserie calcistiche d'Italia... lo scontro tra tifosi non era credibile per nessuno...
Il luogo innanzitutto...  Badia al Pino... alle 9 di mattina... come poteva quello essere un teatro di scontri??? e poi alle nove di mattina... con chi si erano incontrati i tifosi della lazio????
quale massa di tifosi poteva esserci a quell'ora lì??? nel frattempo arrivano dichiarazione su dichiarazioni...  accuse, prese di posizione... si accavallano le informazioni...
con l'arrivo di persone sul posto comincia a definire meglio quanto è successo... un file audio  messo in rete verso mezzogiorno contiene un'intervista al benzinaio... il benzianio dice di non essersi accorto di nulla... di non aver sentito nulla...  è pià stupito di noi... lui che è li... quindi capite bene che uno scontro tra tifosi non passa inosservato... non può passare inosservato.. ma nulla da fare...  la macchina mediatica è partita e non intende fermarsi... le dichiarazioni si accavvallano... per altro commentando ricostruzioni non reali..  i giornalisti si scaraventano come sciacalli... le tifoserie diventano il bersaglio... tutti con l'indice puntato... ma che qualcosa non quadri  nella ricostruzione siamo in molti a pensarlo... perchè se conosci le dinamiche delle tifoserie sai che non può essere quella la verità...  i gruppi organizzati delle tifoserie di tutta Italia che non intendono subire un processo mediatico senza reagire... e infatti le città diventano teatri di rabbia... un fine settimana da tregenda.
Col Passare delle ore il quadro si disegna da solo... le ricostruzioni iniziali fanno acqua da tutte le parti... all'arrivo sul posto si scoprirà che lo scontro tra tifosi non regge... nessuno ha sentito nulla, nessuno si è accorto di nulla... dov'è il trucco???
Pian piano sono costretti a ridimensionare lo scontro... a correggere il tiro... lo scontro tra tifosi si riduce a due macchine una di Juventini e l'altra di Laziali... due macchine...
della seconda macchina poi nel corso del tempo non si saprà nulla... scomparirà proprio... non si saprà più nulla di essa... chi ci fosse a bordo??? strano no???  in fondo sono dei testimoni anche per gli accusati... eppure compare dalla scena.
Seguiranno due giorni di gueriglia urbana in molte città d'Italia... e che non intende placarsi... partite sospese... la gente comune accusa le tifoserie e giustifica le repressioni... chiede condanne esemplari... condanne esemplari ... solo la parola mi fa tremare... perchè le condanne sono condanne esemplari è una forzatura... cosa vuol dire esemplari??? 
Restai due giorni attaccata alla rete e alla tv per sapere... il blog di Gabriele Sandri venne riempito di messaggi... i post erano bellissimi... faceva il DJ era molto conosciuto e molto amato...
Il lunedì tornai in ufficio e fui aggredita verbalmente dal collega... siete bravi siete... voi della Lazio... io dissi Marco stai scherzando spero??? lui era completamente fermo agli scontri... cercai di farlo ragionare... di mostrare le incongruenze nelle ricostruzioni... e tentai anche di dire che le reazioni erano state indotto dalla cattiva comunicazione... se solo i giornalisti fossero stati più cauti...
ma si era fatto la sua idea... e come lui molti altri... mi resi conto che l'opinone pubblica era spaccata in due...  metà era già arrivata alla condanna di Gabriele e dei tifosi tutti... tifosi = delinquenti
e considerava noi che avevamo dei dubbi, che ragionavamo sugli eventi,  come i difensori dell'indifendibile.
Il lunedì sera tornando a casa passai alla camera ardente... a Piazza Campitelli... parcheggiai sul lungotevere e mi avviai a piedi attraversando il ghetto... una fila di ragazzi davanti a me in religioso silenzio... c'ra di tutto... ero commossa dalla compostezza di quei ragazzi... questi  giovani così bistrattati... così massificati... così denigrati... erano composti... difronte alla morte sembravano inermi...  senza parole...  c'era un silenzio pieno di emozioni e di disperazione... di impotenza e di rabbia... si sentivano prigionieri di uno stereotipo... che li avrebbe sempre portati ad essere condannati in processi sommari... che li rendeva colpevoli anche quando le vittime erano loro stessi!!!
La verità ha avuto la meglio... Spaccarotella è stato condannato... Gabriele e morto mentre dormiva. Ma da quel giorno la comunicazione è cambiata... credo quella sia stata la prova generale del delirio mediatico nel quale poi siamo precipitati.
ciao Gabriele...



giovedì 1 novembre 2012

io

Arrivata di notte...
in un giorno d'eclissi di penombra... della Luna!!!
il 31° giorno del mese di ottobre... la notte delle streghe....

martedì 23 ottobre 2012

L'Ombra...



 Ma appena il mendicante volontario fu scappato via, Zarathustra fu di nuovo solo, e allora udì dentro di sé una nuova voce che esclamava. - Fermo! Zarathustra! Aspetta dunque! Sì, sono io, o Zarathustra! io, la tua ombra! -
Ma Zarathustra non aspettò, perché s'impadronì di lui un'ira improvvisa per tutto quell'affollarsi e quella ressa sulle sue montagne.
Dov'è andata la mia solitudine? disse. - In realtà per me, è troppo; queste montagne brulicano, il mio regno non è più di questo mondo, io ho bisogno di nuove montagne.La mia ombra mi chiama? Che cosa importa la mia ombra! Corra pure dietro di me! Io fuggo via.
Così parlò Zarathustra al suo cuore e fuggì via.
Ma colui che gli stava dietro lo seguì: così che subito furono in tre a rincorrersi, in testa il mendicante volontario, poi Zarathustra e terza ed ultima la sua ombra. Non corsero molto a lungo, perché Zarathustra rifietté sulla sua stoltezza e con una scrollata di spalle allontanò da sé ogni fastidio e disgusto.
Come! disse - non sono forse accadute sempre tra noi vecchi eremiti e santi le cose più ridicole? In realtà, la mia stoltezza è cresciuta sulle montagne! E ora ascolto sei gambe di vecchi stolti sbattere rincorrendosi l'un l'altro! Ma Zarathustra può aver paura di un'ombra? Alla fin fine credo anche che essa abbia gambe più lunghe di me.
Così parlò Zarathustra, ridendo con lo sguardo e con tutte le interiora; si arrestò e si volse rapidamente attorno, tanto che quasi gettò a terra il suo inseguitore, cioè l'ombra: così vicino essa lo seguiva alle calcagna, ed era anche debole. Appena l'ebbe considerata con gli occhi, si spaventò come alla vista improvvisa di un fantasma: così esile, scura, cava e come una superstite gli apparve quella sua inseguitrice.
Chi sei tu? domandò Zarathustra, violento. - Che cosa fai qui? E perché ti dici mia ombra? Non mi piaci.
Perdonami - rispose l'ombra - che io sia tale; e se non ti piaccio, o Zarathustra! In questo io lodo te e il tuo buon gusto. Io sono un viandante che ha già molto camminato alle tue calcagna: sempre per strada, ma senza mèta, e senza casa: così che in realtà poco mi manca per essere l'Ebreo errante, solo che non sono eterna e non sono ebrea. Come? Io dovrò essere sempre per strada? Sollevata da ogni vento, errante, scacciata via? O terra, per me sei troppo rotonda! Mi sono seduta su ogni superficie, simile a stanca polvere ho dormito sugli specchi e sui vetri delle finestre: tutti prendono da me, nessuno mi dà, io divengo esile; assomiglio quasi ad un'ombra.
Ma io sono volata verso di te, o Zarathustra, e ti ho seguito più lungamente di ogni altro, e anche se mi sono nascosta a te, per non farmi riconoscere, tuttavia sono stata la tua migliore ombra: ovunque, non appena tu ti sedevi, mi sedevo anch'io.
Con te sono andata nei più lontani e freddi mondi, simile ad un fantasma che volontariamente corre sui tetti invernali e sulla neve.
Con te ho cercato di penetrare in tutto ciò che è vietato, peggiore, inattingibile: e se in me c'è un briciolo di virtù, questa consiste nel fatto che io non ho paura di nessuna proibizione.
Con te ho spezzato ciò che il mio cuore adorava, ho rovesciato tutte le pietre terminali e le statue, sono corsa dietro ai miei desideri più pericolosi: e sono già passata una volta sopra ogni delitto.
Con te ho disimparato la fede nelle parole e nei valori e nei grandi nomi. Quando il diavolo cambia le pelle, non perde forse anche il suo nome? Anch'esso è infatti pelle. Il diavolo stesso è forse appunto pelle.
'Niente è vero, tutto è permesso': così dissi a me stessa. Nelle acque più fredde mi sono precipitata con la testa e col cuore. Ahimè, come spesso sono rimasta lì nuda come un gambero rosso!
Ahimè, dov'è andato tutto il mio bene e pudore e la mia fede nei buoni! Ahimè, dov'è quella nascosta innocenza che un giorno possedevo, l'innocenza dei buoni e delle loro nobili menzogne!
Troppo spesso, in realtà, sono stata alle calcagna della verità: alla fine essa mi mis.e i piedi sul capo. Qualche volta ho pensato di mentire, ed ecco! proprio allora ho colto la verità.
Troppe cose mi si sono svelate: ora non mi importa più nulla. Nulla vive più di ciò che io amo; come potrei amare ancora me stesso?
Vivere come a me piace, o non vivere più: così voglio, così vuole anche il più santo. Ma, ahimè! come posso io provare ancora piacere?
Ho io ancora una mèta? Un porto verso cui corra la mia vela?
Un buon vento? Ahimè, soltanto chi sa dove naviga, sa anche quale sia il vento buono e il suo vento favorevole.
Che cosa mi è rimasto ancora? Un cuore stanco e temerario; una volontà instabile; ali starnazzanti; una colonna vertebrale spezzata.
Questo ricercare una casa mia: o Zarathustra, lo sai bene, questo ricercare è stata la mia punizione, mi divora.
'Dov'è la mia casa?' Questo domando e cerco e ho cercato, e non lo trovo. O eterno 'ovunque', o eterno 'in nessun luogo', o eterno 'invano!
Così parlò l'ombra; e il volto di Zarathustra, a quelle parole, si allungò.
Tu sei la mia ombra! disse infine, con tristezza. - Il tuo pericolo non è piccolo, o libero spirito viandante! Hai avuto una brutta giornata: guarda the non ti sopraggiunga una peggiore sera!
Agli instabili come te, alla fine, anche una prigione sembra beata. Hai mai veduto come dormono i delinquenti una volta catturati? Dormono tranquillamente, perché godono della loro nuova sicurezza.
Guarda di non divenire preda, alla fine, di una fede limitata, di una dura e rigorosa follia! Infatti ormai ti seduce e ti tenta soltanto ciò che è limitato e saldo.
Hai perduto la mèta: ahimè, come ti consolerai di ciò che hai perduto per tua colpa? Con ciò tu hai perduto anche la strada!
Povera vagabonda, infatuata, stanca farfalla! vuoi avere per questa sera riposo e un domicilio? Allora va' lassù alla mia caverna!
Per di là la strada conduce alla mia caverna! Ora voglio fuggir via velocemente da te. Già si stende su di me come un'ombra.
Voglio correre da solo, perché intorno a me si faccia di nuovo chiaro. Per questo debbo essere allegro e ancora a lungo in gamba. Ma questa sera da me si ballerà!
Così parlò Zarathustra.

sabato 6 ottobre 2012